Torino, arriva Perri dal Leeds: il portiere brasiliano è pronto per la Serie A

Ecco qua una di quelle mosse che i club fanno quando sanno esattamente quello che vogliono. Il Torino sta per piazzare un colpo importante tra i pali, sta per portarsi a casa Lucas Perri dal Leeds, un portiere brasiliano che ha 28 anni e che ormai era praticamente fuori dai giochi in Inghilterra. Non è una mossa casuale, è una che la dirigenza piemontese ha studiato, ha valutato, ha deciso che poteva funzionare per le proprie esigenze.

Perri al Leeds aveva perso lo spazio, è così che funziona il calcio moderno. Un giorno sei il portiere titolare, il giorno dopo arriva uno come James Trafford e tu finisci nelle retrovie, finisci a guardare le partite dalla panchina, finisci a capire che forse è il momento di cercarsi un’altra squadra, un’altra soluzione, un’altro progetto dove poter giocare e dimostrare quello che sai fare. Era inevitabile che cercasse nuove opportunità in un mercato dove la concorrenza è sempre alta e gli spazi si riducono velocemente.

Il Torino ha fiutato l’occasione, probabilmente da settimane, probabilmente già da un po’ di tempo. La dirigenza piemontese sa come funziona il mercato, sa come individuare i giocatori che non stanno trovando spazio e che quindi potrebbero essere interessati a cambiare aria, potrebbe interessati a una nuova avventura professionale. Con Perri è stato così: lo hanno monitorato, lo hanno seguito, si sono messi in contatto, hanno iniziato a parlare delle possibilità. Era una trattativa già ben strutturata prima ancora che si presentassero i primi intoppi.

La formula: prestito con diritto di riscatto

Ascolta, questa è una formula intelligente e pragmatica. Il Torino non compra Perri a titolo definitivo, lo prende in prestito, cioè lo prende temporaneamente, e poi ha il diritto di riscattarlo se le cose vanno bene. Che cosa significa? Significa che il Torino può testare il giocatore, può vederlo all’opera in Serie A, può capire se effettivamente è quello che fa al caso loro, senza però spendere subito grosse cifre.

È una protezione per il club piemontese, naturalmente. Se Perri arriva e non rende, se non si adatta al calcio italiano, se non è quello che ci si aspettava, allora il Torino non è costretto a riscattarlo, semplicemente lo rimanda indietro a Leeds dopo il prestito. Ma se invece le cose vanno bene, se Perri dimostra di essere un portiere affidabile e adatto al campionato italiano, allora il Torino attiva il diritto di riscatto e lo tiene per sempre.

Dal punto di vista di Leeds questa formula è accettabile perché comunque il giocatore va via, va via a giocare, va via a farsi valere in un campionato diverso, diverso e interessante come la Serie A. E dal punto di vista di Perri è perfetto perché così ha l’opportunità di tornare a giocare con continuità, ha l’opportunità di mostrare il suo valore, ha l’opportunità di prendersi la squadra con le sue prestazioni e di convincerla a riscattarlo. Tutti trovano il loro vantaggio in una struttura così equilibrata.

La strada complicata: il piccolo problema fisico

Beh, c’è stata una complicazione, sì. Perri aveva un lieve problema fisico, niente di grave, niente di serio, pero abbastanza per rallentare tutto. Il Torino ha preferito aspettare, ha preferito non avere fretta, ha preferito aspettare che il giocatore si recuperasse completamente prima di mettere le firme finali. Era la scelta giusta da fare in quella situazione, quella che garantiva al club piemontese di arrivare al traguardo con tutte le carte in regola.

È una scelta saggia, è una che dimostra professionalità da parte della dirigenza. Perché che cosa succede se tu prendi un giocatore e lui non è al 100%? Succede che entra in campo non veramente pronto, che rischia infortuni più seri, che magari non rende come dovrebbe perché non è ancora in condizioni perfette. Molto meglio aspettare un po’, molto meglio avere pazienza, molto meglio aspettare che il giocatore arrivi davvero al meglio della sua condizione atletica. Questo è quello che il Torino ha fatto.

Ha detto, va bene Perri, è il nostro giocatore, però prima vogliamo che ti recuperi bene, vogliamo che tu arrivi da noi in perfette condizioni, vogliamo che tu possa subito contribuire al nostro progetto senza il rischio di avere problemi fisici. Una mentalità professionistica, una mentalità che parla bene della dirigenza granata.

L’interesse del Torino da settimane

La cosa interessante è che il Torino stava già guardando Perri da diverse settimane, cioè prima ancora che il problema fisico rallentasse tutto. Questo significa che la dirigenza piemontese aveva già fatto i propri compiti, aveva già valutato il giocatore, aveva già deciso che era quello giusto per la porta del Torino. Una ricerca consapevole e mirata, non una scelta dettata da pressione o necessità improvvise.

Non è una mossa dell’ultimo minuto, non è “oh, abbiamo bisogno di un portiere, prendiamo il primo che troviamo”. No, è stata una ricerca consapevole, è stata una valutazione attenta, è stata una decisione presa con cognizione di causa. Il Torino sa quello che fa, sa dove va a cercare i giocatori, sa come individuare le opportunità di mercato che possono essere interessanti per il club. Perri rientra in questa categoria di opportunità, rientra in questa categoria di giocatori che hanno qualità, che hanno esperienza, che hanno voglia di giocare ma che si trovano in una situazione dove non stanno trovando lo spazio che meritano.

Adesso siamo nella fase finale

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A questo punto siamo nella dirittura d’arrivo, siamo in quella fase dove le cose possono succedere da un momento all’altro. Perri ha superato il suo piccolo problema fisico, il Torino ha avuto il tempo di controllare che effettivamente si era ripreso, e adesso i due club stanno per definire tutti gli ultimi dettagli per chiudere l’operazione. Non dovrebbe mancare molto, probabilmente nei prossimi giorni avremo un annuncio ufficiale.

Il Torino avrà il suo nuovo portiere, Perri avrà la sua nuova squadra, il Leeds avrà liberato uno slot nella sua rosa per eventuali altri movimenti. Tutti contenti, tutti che hanno raggiunto quello che volevano da questa operazione. Perri è pronto per la Serie A, è pronto per indossare la maglia granata, è pronto per dimostrare che quella perdita di spazio a Leeds non era colpa sua, che lui è un bravo portiere, che con continuità e fiducia può fare la differenza.

Il Torino ha fatto una scelta intelligente, ha fatto una mossa che potrebbe rivelarsi importante per la stagione che arriva.

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